hair-image-cover-page

HAIR IL MUSICAL

 

“Oggi, come allora, esistono ancora tanti Vietnam… e tanti giovani con la voglia di liberarsi dalla schiavitù commerciale della Società.

Hair, spettacolo cult fine anni ’60, è più che mai l’ideale manifesto delle nuove generazioni che cantano l’alba dell’era dell’Acquario.

Il mio tributo vuole rendere omaggio all’opera-rock simbolo del pensiero hippie. In quegli anni si formavano gruppi di ragazzi e ragazze che trascorrevano il tempo senza inibizioni e accompagnavano la protesta contro le sofferenze della guerra con il grido di Sesso, droga e Rock’n’Roll.

HAIR, the tribal love-rock musical, con il suo folto cast, le musiche eseguite dal vivo, le coinvolgenti coreografie, il libretto in italiano ma le canzoni in lingua originale e la trasgressione irriverente dei sui contenuti, coinvolgerà ancora le platee dopo oltre 50 anni dal suo debutto a Broadway ”

Simone Nardini

hair-peace-yellow-symbol

HAIR

Un Musical di James Rado e Gerom Ragni

Musiche di Galt MacDermont

HAIR

è presentato in accordo con

TAMS-WITMARK

tamswitmark.co.uk

1° ATTO

La Tribe si riunisce a Central Park, New York. Chiede amore, libertà e una convivenza pacifica tra le persone. Questi giovani nutrono grandi speranze nella nuova Era dell’Acquario: un’era di armonia, speranza, libertà e amore alla quale Ronny dedica “Acquarius”, quale rito d’iniziazione per l’arrivo di un nuovo membro nella Tribe. Berger, leader della Tribe, intona “Hashish”, un inno alle droghe, Woof si presenta attaccando la pudicizia della società americana e invita ad unirsi all’orgia (“Sodomy”). Hud, l’afroamericano del gruppo, si introduce con la canzone “Colored Spade” che tematizza l’odio raziale dell’America bianca. Viene accolto dalla Tribe Claude con la sua canzone “Manchester, England”. Claude sente di essere destinato a qualcosa di più grande, mentre il resto della Tribe risponde nei toni della filosofia hippie (“Ain’t Got No”): non possiedono niente ma sono felici proprio per questo. Sheila, studentessa e attivista innamorata di Berger e fervente divulgatrice della rivoluzione Flower Power, diffonde con “I Believe In Love” un messaggio d’amore. La Tribe prende una posizione contraria alla guerra in Vietnam con la protesta “Ain’t Got No Grass”. Appaiono Jeanie, Dionne e Crissy che cantano l’ironica “Air”, canzone che richiama l’attenzione sul pericolo che deriva dall’inquinamento ambientale e dalle armi chimiche. Jeanie è incinta ma non sa chi sia il padre ed è innamorata di Claude che non ricambia il sentimento. L’arrivo della cartolina di leva pone Claude di fronte a una decisione molto importante: rimanere nella Tribe o arruolarsi? I suoi genitori temono che non avrà un futuro se continua a vivere per strada. Così canta “I Got Life” dove esplicita di avere tutto ciò che necessita semplicemente perché è vivo. Berger arriva con una novità: è stato espulso dall’odiata scuola (“Going Down”). Claude comunica di essere stato alla visita di leva e chiede disperato un consiglio su come evitare l’arruolamento. Sopraggiungono Margaret Mead ed il marito Hubert che esaminano incuriositi, il modo di vivere degli hippie. Claude e Berger rispondono con Hair. Margaret è entusiasta del loro senso di libertà e dedica loro la canzone “My Conviction”. Sheila torna da una manifestazione di protesta a Washington interrotta dalla polizia con manganelli e maschere antigas. E’ illesa e felice di rivedere Berger a cui ha portato in regalo una camicia gialla. Sheila è delusa perché sperava in un futuro con Berger, profondamente ferita canta che pace e amore devono iniziare tra amici prima di poterli pretendere da altri (“Easy To Be Hard”). La Tribe invita tutti ad un incontro tra hippie durante il quale i ragazzi bruceranno le loro cartoline di leva. Mentre Jeanie pretende che ci sia anche Claude, Crissy, la più giovane del gruppo, aspetta un ragazzo di cui è innamorata anche se l’ha visto solo una volta (“Frank Mills”). Durante l’incontro al parco i ragazzi bruciano le cartoline (“Hare Krishna”), Claude è l’ultimo, nonostante la Tribe lo sproni, non riesce a vincere i propri dubbi e salva la cartolina dalle fiamme. In “Where Do I Go” cerca disperato una risposta alle sue domande e la strada giusta da seguire per mantenere la propria dignità umana sentendosi libero di essere se stesso al di là del giudizio altrui.

2° ATTO

La Tribe apre il secondo atto con un brano rock contro la guerra (“Electric Blues”). E’ un attacco contro i borghesi ottusi seduti a casa davanti alla televisione mentre c’è gente che muore sul fronte. All’improvviso un blackout totale. Nessuno sa dove sia andato a finire Claude. Claude torna dal centro reclutamento e incontra la Tribe, dà in regalo un poster di Mick Jagger a Woof, che è un suo grande fan, Le ragazze del gruppo discutono sui pro e i contro dei ragazzi bianchi e neri (“Black Boys”, “White BCoys”). Berger, nel distribuire alla Tribe degli spinelli, ne passa uno a Claude sperando che nel delirio delle droghe trovi la risposta al suo dubbio. Le droghe iniziano a fare effetto (“Walking In Space”) e parte il trip di Claude che descrive la sua paura della guerra: vede se stesso in procinto di lanciarsi da un elicottero in Vietnam e personaggi della guerra di secessione americana, il generale Grant (futuro 18° presidente degli Stati Uniti d’America) incontra Abramo Lincoln, oppositore della schiavitù e 16° presidente degli U.S.A. la cui nomina fece insorgere i sudisti decretando l’inizio della guerra civile. Degli africani aggrediscono i visi pallidi, Hud e i suoi amici cantano la fine della schiavitù dei neri (“Abie, Baby”). Claude viene reclutato in guerra e ha paura di morire (“Three-Five-Zero-Zero”), racconta il terrore della guerra in Vietnam. Il testo di “What A Piece Of Work Is Man” è tratto dall’Amleto di Shakespeare ed è un elogio all’uomo e a tutte le sue possibilità, la sua ragione, la sua nobiltà d’animo. Nel delirio Claude riconosce che gli uomini hanno perso il senso per la bellezza della vita e della pace da tempo (“How Dare They Try”). Finisce così il suo trip. Improvvisamente Claude accetta di partire e la Tribe lo saluta con “Good Morning Starshine”. E’ inverno e la Tribe minfesta davanti al centro di reclutamento ma Claude non si presenta, è già stato reclutato in Vietnam (“The Flesh Failure”). Il gruppo si sente impotente, dubita del destino e canta la sua denuncia nei confronti della guerra (“Let The Sunshine In”). Chiede all’umanità di aprire i cuori e le anime alla forza del sole e della vita, perché c’è speranza se si lascia entrare l’amore nel cuore e ci si rispetta.

Questo sito utilizza strumenti tecnici chiamati cookies. I cookies tecnici sono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente. Potremmo attivare automaticamente i cookies tecnici, ma ti diamo la libertà di scegliere se abilitare o meno i cookies Ti informiamo inoltre che abilitando questi cookies ci aiuti a offrirti un’esperienza miglioreInformativa Privacy